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MOBYWOOD
La
mobilità del sapere tecnico nel settore del legno
(Progetto Leonardo da
Vinci)
Il progetto si
pone l’obiettivo di realizzare un portale web verticale
(www.mobywood.net) dedicato al comparto del legno, nel quale verrà
collocato un laboratorio virtuale dedicato all’acquisizione di
competenze tecnico professionali specifiche, relative ad una visione
d’insieme dell’intero processo produttivo (dal riconoscimento dei
materiali legnosi, alla sicurezza e smaltimento dei rifiuti, dagli
interventi su difetti e danneggiamenti del legno alla lavorazione con le
macchine utensili, dalla interpretazione di un disegno tecnico alla
realizzazione del manufatto, ecc.). Il laboratorio, in particolare,
propone una professionalità che sappia fondere in un unicum equilibrato
ed armonico le competenze professionali acquisite nelle esperienze
pregresse con quelle nuove necessarie per la utilizzazione delle nuove
tecnologie e del loro impiego all’interno di un processo produttivo.
Una nuova professionalità per la realizzazione di prodotti di “qualità”,
in cui interagiscono fortemente le tecnologie, in particolare quelle di
stampo digitale, che attraversano trasversalmente, in forme e a livelli
diversi, tutti i processi produttivi dalle fasi iniziali a quelle
conclusive di realizzazione dei prodotti. Il portale verrà realizzato in
lingua italiana ed inglese. Le lingue invece utilizzate per il
Laboratorio virtuale sono: italiano, francese, tedesco, spagnolo,
ungherese, oltre la lingua inglese che sarà anche quella di lavoro tra i
partner.
Destinatari diretti del progetto
sono:
• operatori
del comparto del legno (artigiano o lavoratore subordinato che sia), che
già possiedono competenze tecnico professionali di base (sintesi della
esperienza e del bagaglio di conoscenze personali e di quello più in
generale della propria categoria, per lo più secondo standard
convenzionali) fondate sull’utilizzazione di attrezzature manuali e
apparecchiature elettromeccaniche, ai quali viene offerta a cura di
Felice Ragazzo e Franco Baratta la possibilità di elevare il loro
status, anche in funzione della creazione di nuove imprese nel settore
del legno. Tali operatori hanno oggi la necessità di realizzare i passi
necessari per elevare le proprie competenze e per porsi così in sintonia
con le innovazioni tecnologiche di tipo digitale in atto e con i
processi produttivi che le utilizzano.
I destinatari indiretti del progetto sono:
• tutti quei soggetti che, rispetto al comparto legno, hanno interessi
diretti di tipo commerciale (aziende produttrici di macchine per il
comparto legno, di mobili, di prodotti del legno, ecc.) o interessi
connessi alla formazione iniziale (strutture di formazione
professionale, di istruzione, associazioni professionali, ecc.).
IL PARTENARIATO
DISTAF
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali
– Università di Firenze Via San Bonaventura, 13 50145 Firenze, IT ciid
cooperativa insegnanti di iniziativa democratica piazza Sydney Sonnino,
13 00153 Roma, IT
Consorzio LegnoLegno Via Pio
la Torre, 11 42015
Correggio (RE), IT
AIDIMA Asociación de Investigatión y Desarrollo en la Industria
del Mueble y Afines 13, Benjamin Franklin 46980 Paterna, Valencia ES
FhR Fachhochschule Rosenheim Hochschulstraße, 1 83024 Rosenheim,
DE
ENSTIB Ecole Nationale Supérieur des Technologies et Industries
du Bois 27 Rue de Merle Blanc B.P. 1041 88051 Epinal Cedex 9, FR
UWH University of West Hungary (Nyugat Magyarországi Egyetem
Faipari Mérnoki Kar) Bajcsy-Zyilinszky, 4 9400 Sopron, HU
ISIS Meroni Istituto Professionale di Stato “Giuseppe Meroni” di
Lissone Via Alfieri, 14 20035 Lissone (MI), IT
L’idea ispiratrice del progetto nasce dalla constatazione che con il
legno, in virtù della ricchezza dei suoi significati, oltre a realizzare
cose si possono scambiare esperienze, informazioni, nozioni, ed anche
emozioni. Questo ruolo in Europa si è amplificato per il fatto che la
mobilità delle persone e dei prodotti è enormemente aumentata a seguito
del superamento dei confini nazionali. In queste condizioni, la barriera
residua rimane quella della selva di lingue, le quali assommano ora a
circa una trentina (forse anche più se si considerano quelle
sub-nazionali, per non parlare dei dialetti). Il punto, a ben vedere,
sta proprio qui: là dove è complicato capirsi parlando e scrivendo ci si
può intendere
agevolmente
attraverso la pratica delle tecniche.
In effetti, questo ruolo omologante è in qualche modo svolto dalla
lingua inglese che tutti siamo tenuti a conoscere, pena l’esclusione
dall’agorà delle cose che contano. Tuttavia una lingua verbale, per
quanto sofisticata, non riesce a dire tutto in campo tecnico e quando lo
fa, non di rado, il risultato riesce assai laborioso. Dunque, siamo
ancora una volta di fronte al dilemma tra il dire e il fare, qui
rinverdito dall’imponente processo di integrazione del continente
europeo e pressurizzato dalla sempre più pervasiva innovazione
tecnologica.
In effetti, tale dilemma ha una storia antica, ben rappresentata dall’artifex,
male in arnese nel concettualizzare, ma magistrale nel realizzare
capolavori. In questo senso ben sappiamo quanto gli artificies per
esprimere le loro superlative abilità e, nondimeno, per farsi capire,
non dovessero tanto comporre testi (manuali, trattati, etc.), quanto
manufatti, artefatti, tecnofatti. Questa difficoltà comunicativa,
fondata sulla parola, riguardava certo il rapporto tra artificies e il
loro mondo esterno (la società si direbbe oggi), ma non sussisteva
affatto tra artificies medesimi. Anzi, tra loro, essi comunicavano
benissimo praticando con abilità l’ermetismo che da sempre caratterizza
le tecniche. Ermetismo atavico, fatto di conoscenze scientifiche
acquisite empiricamente sulla base dell’esperienza, ma anche riferite a
specifici principi e teoremi chiaramente codificati nelle alte sfere
della produzione di conoscenza. Un punto qualificante della sotterranea
capacità d’intesa consisteva nel dominio empirico dei concetti di
«processo» e, pertanto, di «algoritmo», essenzialmente riferiti
all’operare e realizzare cose.
A partire dalla prorompente pressione esercitata dall’innovazione
incentrata sulle tecnologie di stampo digitale (che tanti sconvolgimenti
ha già prodotto e tante novità ha già favorito), il dominio empirico dei
“processi” non è più sufficiente, l’innovazione induce a riaggiornare su
scala più vasta, anche rispetto alla dimensionale nazionale, la
circolazione dei saperi nel contesto del legno e delle sue lavorazioni.
Per concludere, insomma, a partire dalla necessità di rimodellare
secondo nuovissimi paradigmi le antiche conoscenze, da quella di
assecondare le sempre più accentuate specializzazioni sul legno e sui
prodotti derivati, da quella relativa all’ineluttabilità delle
lavorazioni a controllo numerico, nonché dal desiderio di fondere
esperienze storicamente consolidate, dal Baltico al
Mediterraneo,dall’Atlantico alla Mitteleuropa, ci è parso meritevole e
doveroso spendere un Progetto capace di meglio orientare tutti coloro
che amano il legno e che in esso ne vedono un’occasione di futuro, sia
sul terreno europeo sia su quello di una più estesa globalità.
Il progetto Leonardo Da Vinci, con il relativo portale
http://www.mobywood.net , è stato illustrato in anteprima al pubblico giovedi 07
febbraio alle ore
10,30 in
occasione di Made Expo a Rho (Mi) presso
la Sala
Sagittarius
– Centro Servizi, dal Professor Marco Fioravanti, Direttore del Distaf
di Firenze nel convegno “Un laboratorio on-line per formare nuove
competenze sulle moderne lavorazioni del legno”.
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