ISIS "G. MERONI" DI LISSONE

Via Alfieri, 14 20035 Lissone Tel. 039793948-88 Fax. 039795683 e-mail: ipsiameroni@ipsiameroni.it
 

 

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MOBYWOOD

"SEMINARIO SUL PROGETTO MOBYWOOD PRESSO L'ISIS "G. MERONI" DI LISSONE IL 26/09/2008

 La mobilità del sapere tecnico nel settore del legno

(Progetto Leonardo da Vinci)

 

Il progetto si pone l’obiettivo di realizzare un portale web verticale (www.mobywood.net) dedicato al comparto del legno, nel quale verrà collocato un laboratorio virtuale dedicato all’acquisizione di competenze tecnico professionali specifiche, relative ad una visione d’insieme dell’intero processo produttivo (dal riconoscimento dei materiali legnosi, alla sicurezza e smaltimento dei rifiuti, dagli interventi su difetti e danneggiamenti del legno alla lavorazione con le macchine utensili, dalla interpretazione di un disegno tecnico alla realizzazione del manufatto, ecc.). Il laboratorio, in particolare, propone una professionalità che sappia fondere in un unicum equilibrato ed armonico le competenze professionali acquisite nelle esperienze pregresse con quelle nuove necessarie per la utilizzazione delle nuove tecnologie e del loro impiego all’interno di un processo produttivo.
Una nuova professionalità per la realizzazione di prodotti di “qualità”, in cui interagiscono fortemente le tecnologie, in particolare quelle di stampo digitale, che attraversano trasversalmente, in forme e a livelli diversi, tutti i processi produttivi dalle fasi iniziali a quelle conclusive di realizzazione dei prodotti. Il portale verrà realizzato in lingua italiana ed inglese. Le lingue invece utilizzate per il Laboratorio virtuale sono: italiano, francese, tedesco, spagnolo, ungherese, oltre la lingua inglese che sarà anche quella di lavoro tra i partner.

Destinatari diretti del progetto sono:

• operatori del comparto del legno (artigiano o lavoratore subordinato che sia), che già possiedono competenze tecnico professionali di base (sintesi della esperienza e del bagaglio di conoscenze personali e di quello più in generale della propria categoria, per lo più secondo standard convenzionali) fondate sull’utilizzazione di attrezzature manuali e apparecchiature elettromeccaniche, ai quali viene offerta a cura di Felice Ragazzo e Franco Baratta la possibilità di elevare il loro status, anche in funzione della creazione di nuove imprese nel settore del legno. Tali operatori hanno oggi la necessità di realizzare i passi necessari per elevare le proprie competenze e per porsi così in sintonia con le innovazioni tecnologiche di tipo digitale in atto e con i processi produttivi che le utilizzano.

I destinatari indiretti del progetto sono:
• tutti quei soggetti che, rispetto al comparto legno, hanno interessi diretti di tipo commerciale (aziende produttrici di macchine per il comparto legno, di mobili, di prodotti del legno, ecc.) o interessi connessi alla formazione iniziale (strutture di formazione professionale, di istruzione, associazioni professionali, ecc.).

IL PARTENARIATO

DISTAF Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali – Università di Firenze Via San Bonaventura, 13 50145 Firenze, IT ciid cooperativa insegnanti di iniziativa democratica piazza Sydney Sonnino, 13 00153 Roma, IT
Consorzio LegnoLegno Via Pio
la Torre, 11 42015 Correggio (RE), IT
AIDIMA Asociación de Investigatión y Desarrollo en la Industria
del Mueble y Afines 13, Benjamin Franklin 46980 Paterna, Valencia ES
FhR Fachhochschule Rosenheim Hochschulstraße, 1 83024 Rosenheim, DE
ENSTIB Ecole Nationale Supérieur des Technologies et Industries du Bois 27 Rue de Merle Blanc B.P. 1041 88051 Epinal Cedex 9, FR
UWH University of West Hungary (Nyugat Magyarországi Egyetem Faipari Mérnoki Kar) Bajcsy-Zyilinszky, 4 9400 Sopron, HU
ISIS Meroni Istituto Professionale di Stato “Giuseppe Meroni” di Lissone Via Alfieri, 14 20035 Lissone (MI), IT


L’idea ispiratrice del progetto nasce dalla constatazione che con il legno, in virtù della ricchezza dei suoi significati, oltre a realizzare cose si possono scambiare esperienze, informazioni, nozioni, ed anche emozioni. Questo ruolo in Europa si è amplificato per il fatto che la mobilità delle persone e dei prodotti è enormemente aumentata a seguito del superamento dei confini nazionali. In queste condizioni, la barriera residua rimane quella della selva di lingue, le quali assommano ora a circa una trentina (forse anche più se si considerano quelle sub-nazionali, per non parlare dei dialetti). Il punto, a ben vedere, sta proprio qui: là dove è complicato capirsi parlando e scrivendo ci si può intendere
agevolmente attraverso la pratica delle tecniche.
In effetti, questo ruolo omologante è in qualche modo svolto dalla lingua inglese che tutti siamo tenuti a conoscere, pena l’esclusione dall’agorà delle cose che contano. Tuttavia una lingua verbale, per quanto sofisticata, non riesce a dire tutto in campo tecnico e quando lo fa, non di rado, il risultato riesce assai laborioso. Dunque, siamo ancora una volta di fronte al dilemma tra il dire e il fare, qui rinverdito dall’imponente processo di integrazione del continente europeo e pressurizzato dalla sempre più pervasiva innovazione tecnologica.
In effetti, tale dilemma ha una storia antica, ben rappresentata dall’artifex, male in arnese nel concettualizzare, ma magistrale nel realizzare capolavori. In questo senso ben sappiamo quanto gli artificies per esprimere le loro superlative abilità e, nondimeno, per farsi capire, non dovessero tanto comporre testi (manuali, trattati, etc.), quanto manufatti, artefatti, tecnofatti. Questa difficoltà comunicativa, fondata sulla parola, riguardava certo il rapporto tra artificies e il loro mondo esterno (la società si direbbe oggi), ma non sussisteva affatto tra artificies medesimi. Anzi, tra loro, essi comunicavano benissimo praticando con abilità l’ermetismo che da sempre caratterizza le tecniche. Ermetismo atavico, fatto di conoscenze scientifiche acquisite empiricamente sulla base dell’esperienza, ma anche riferite a specifici principi e teoremi chiaramente codificati nelle alte sfere della produzione di conoscenza. Un punto qualificante della sotterranea capacità d’intesa consisteva nel dominio empirico dei concetti di «processo» e, pertanto, di «algoritmo», essenzialmente riferiti all’operare e realizzare cose.
A partire dalla prorompente pressione esercitata dall’innovazione incentrata sulle tecnologie di stampo digitale (che tanti sconvolgimenti ha già prodotto e tante novità ha già favorito), il dominio empirico dei “processi” non è più sufficiente, l’innovazione induce a riaggiornare su scala più vasta, anche rispetto alla dimensionale nazionale, la circolazione dei saperi nel contesto del legno e delle sue lavorazioni.
Per concludere, insomma, a partire dalla necessità di rimodellare secondo nuovissimi paradigmi le antiche conoscenze, da quella di assecondare le sempre più accentuate specializzazioni sul legno e sui prodotti derivati, da quella relativa all’ineluttabilità delle lavorazioni a controllo numerico, nonché dal desiderio di fondere esperienze storicamente consolidate, dal Baltico al Mediterraneo,dall’Atlantico alla Mitteleuropa, ci è parso meritevole e doveroso spendere un Progetto capace di meglio orientare tutti coloro che amano il legno e che in esso ne vedono un’occasione di futuro, sia sul terreno europeo sia su quello di una più estesa globalità.

Il progetto Leonardo Da Vinci, con il relativo portale http://www.mobywood.net , è stato illustrato in anteprima al pubblico giovedi 07 febbraio alle ore
10,30 in occasione di Made Expo a Rho (Mi) presso la Sala Sagittarius – Centro Servizi, dal Professor Marco Fioravanti, Direttore del Distaf di Firenze nel convegno “Un laboratorio on-line per formare nuove competenze sulle moderne lavorazioni del legno”.
 

 

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